Condivisione,  Pensieri sparsi

Uno spunto di riflessione da “Le Iene”

Ho appena finito di vedere il servizio su Lu e Byron, due cani contesi da una coppia di ex, dove uno dei due è ricorso alle Iene per rendere nota una situazione di sofferente stallo.

Appena terminata la visione, il mio primo pensiero è stato: l’ho scampata bella!!!

Le assonanze sono tante: 11 anni di relazione, la condivisione dei cani, il cambio di vita per amore dei cani e anche Lu e Byron, come Aika, sono cani di stazza grande.

Io ho condiviso Aika per 4 anni. 4 anni non facili da gestire emotivamente, soprattutto all’inizio; ma portati avanti con la consapevolezza, da ambo le parti, che separarsi da Aika ci avrebbe procurato molto più dolore che non imparare a gestire le emozioni contrastanti che sicuramente emergevano, ogni volta, nei rispettivi confronti. Con il senno di poi, posso dire che da parte di entrambi c’è sempre stata la volontà di non ferire intenzionalmente e, come dico nelle mie premesse, di non usare il cane come un mezzo di rivalsa. La nostra separazione, sebbene avvenuta di comune accordo, non è di certo stata indolore… anzi… e forse per questo c’è stata la volontà di non ledere ulteriormente.

In seguito penso che ci si sia concentrati anche sui lati positivi, il primo dei quali, che reputo importantissimo, è il considerare l’ex come una risorsa. Aika, come Lu e Byron, è un cane di taglia grande, con tante energie e che richiede certamente più preparazione nella gestione di altri cani di stazza e potenza più contenute.

E’ stato fatto un appello al buonsenso e sono davvero fiera di poter dire che quel buonsenso da parte nostra c’è stato, che siamo stati così “bravi” (mi si passi il termine) da mettere il bene della nostra amata tata prima di noi stessi, in barba a chiunque ci desse dei pazzi per questo e ci suggerisse soluzioni sbrigative o vendicative.

Sono anche fiera del fatto che non ci siamo fatti la guerra pretendendo di essere ognuno tutto per Aika (che ha sempre fatto differenze ben precise fra noi due), rispettando come lei ci aveva classificati e non sfogando le nostre frustrazioni su una situazione facilmente attaccabile.

Mi permetto di usare un plurale che coinvolga sia me che l’ex per dire che non ci siamo mai lodati per questo, ma sono davvero orgogliosa di come abbiamo gestito la situazione, soprattutto alla luce di quanto sentito nel servizio…una realtà nella quale saremo potuti ricadere anche noi spargendo sale su una ferita e aprendone altre altrettanto violente.

Purtroppo nel servizio non è stato possibile sentire entrambe le parti e di questo me ne rammarico perché se c’è una cosa che ho imparato è che spesso ci si ferisce per paura e si va avanti su una strada che razionalmente non si sarebbe mai percorsa, solo perché ormai si è talmente scivolati su un sentiero in discesa che fermarsi è quasi impossibile. Si arriva ad un punto in cui non ci si immedesima più e ci si difende e basta: proprio come gli animali feriti che aggrediscono anche chi vorrebbe aiutarli perché la differenza non è comprensibile.

Spero davvero che per Lu, Byron e i loro umani possa esserci un finale lieto, fatto di serenità e gioia di vivere, e che il tempo sia un balsamo efficace per le ferite che si sono reciprocamente inferti.

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